Art. testo integrale tratto dal mesile cittadino "Citta domani" anno IX - n. 7-8 Luglio - Agosto


La Madonna di Sovereto
Tra religiosità, leggenda e storia: il culto della SS. Vergine Patrona di Terlizzi

Non sarà cero dalla lunga e penosa controversia con Giovinazzo e dai deplrevoli eccessi che lo storico desumerà un giudizio sereno e obiettivo sullo spirito sereno e religioso dei terlizzesi.
Vi sono elementi ben più concreti ed eloquenti per mettere doverosamente in luce quella che fu la dote preminente dell'anima terlizzese, la sua elevata e operosa religiosità.
A differenza di altri paesi vicini, Terlizzi nasce cristiana. E' quindi da relegarsi fra le favole l'opinione invalsa in tempi recenti che Terlizzi di oggi abbia avuto origine da un Turricium d'età classica, perciò pagano, evangelizzato dall'apostolo S.Pietro, mentre si recava a Roma percorrendo l'antica Via Appia. Questa favola, che è priva di ogni consistenza, fa parte di un mitico romanzo, inventatto tra il'600 e il '700 quando in Puglia ardevano le contese giursdizionali fra paese e paese, al fine di affermare il proprio prestigio difronte alle Chiese rivali o per strappare da Roma qualche privilegio speciale.
Fu allora che spuntarono le innumerevoli leggende che riguardano S.Pietro. Al Principe degli Apostoli fu attribuita l'evangelizzazione di molti paesi, con grande numero di conversioni, la fondazione di diverse Chiese locali, la nomina dei primi vescovi che si supposero discepoli immediati di S. Pietro. Per giustificare tali ambiziose pretensioni si inventarono documenti, bolle papali, lapidi, iscrizioni che si gabellavano per antiche, mentre altro non erano che abili falsificazioni.
La critica, pur rispettando le sane tradizioni, ha fatto giustizia di queste leggende, essendo pacificamente assodato che i primi segni di vita cristiana in Puglia
 

non vanno più indietro del secolo IV e le prime diocesi si rimontano al secolo V, non prima.


FISIONOMIA RELIGIOSA

Terlizzi, che in conseguenza delle invasioni barbariche, non può non essere cristiana fin da i sui primordi, e tale si rivela con un eccezionale rigoglio di fede e di pietà, che fa veramente impressione.
Ne fanno testimonianza le chiese che sorgono, per iniziativa dei suoi primi abitanti, nel periodo in cui il primitivo casale, dopo le paure del fatidico anno Mille, si evolve e si trasforma in centro urbano. Dal Codice diplomatico terlizzese, fra il 971 e il 1100, risultano già 12 chiese aperte al culto nel paese e nel suo contado. Più numerose dunque di quelle sorte a Corato e Bisceglie, città che si sviluppano con uguale ritmo do Terlizzi, più numerose anche della stessa Ruvo, che è tanto più antica ed è già diocesi da diversi secoli.

PIETA' MARIANA

La fede dei terlizzesi manifesta sin dagli inizi un carattere spiccamente mariano nelle sue espressioni di pietà. Una prova ce la offre la tavola dipinta della Vergine , venerata a Ciucitano da tempi remotissimi, forse in epoca paleocristiana, e ora conservata presso la Biblioteca De Gemmis di Bari.

(continua)