COMUNE DI TERLIZZI

 

tratto dalla "Gazzetta del Mezzogiorno"

Storia

Deriva dal latino inter iliceas, tra i lecci. Potrebbe essere anche una trasformazione del nome Turricium. Gli abitanti si chiamano Terlizzesi.

Sorta in una zona ricca di testimonianze preistoriche - nelle immediate vicinanze dell'abitato sorgono quattro menhir alti oltre due metri - la cittadina fu probabilmente l'antica Turricium - per le numerose torri di difesa che vi sorgevano. Nell'Alto Medioevo divenne Castellum e fu possesso dell'abbazia di Montecassino. Il borgo, più volte devastato dalle incursioni saracene, andò sviluppandosi nei secoli XI e XII, quando si fortificò con la costruzione di mura e di un castello, e nel 1123 acquisì il titolo di città. Nel Duecento fu capoluogo di contea infeudata alla famiglia Tuzziaco; in seguito fu dominio di Federico Wrunfort, degli Orsini di Taranto e dei Grimaldi. Nel 1779, dopo aver riscattato la condizione feudale, divenne città demaniale. Diventata libero comune dopo l'Unità d'Italia, ebbe un considerevole sviluppo demografico: contava 18.000 abitanti. Nel corso della prima metà del Novecento subì l'emigrazione e soffrì la mancanza di lavoro. Dagli anni Sessanta, grazie alle attività floricole e all'insediamento della piccola e media impresa manifatturiera, ha avuto un imponente sviluppo economico. Ha dato i natali al pittore Michele De Napoli, il cui palazzo ottocentesco custodisce un Museo e una Pinacoteca; al musicista Giuseppe Villico; al letterato Ferrante De Gemmis; al chimico Pietro Pulli; al medico e scienziato Michele Sarcone - alla cui memoria è intitolato il locale ospedale - famoso per le ricerche nella diagnosi e cura delle malattie infettive del Settecento e precursore della vaccinazione antivaiolo.

Beni Culturali

Chiesa del S. Rosario
Edificata nel Duecento, distrutta nel 1782.
Chiesa di S. Maria delle Grazie

Periferica rispetto al centro della città, conserva con i suoi quattro altari i tratti discreti del fascino francescano, offrendo un clima di grande serenità. L'interno presenta un colpo d'occhio che svela un panorama artistico di grande attrazione. Da notare sull'altare maggiore un elegante tabernacolo finemente lavorato in noce.
Portale di Anseramo
Proviene dall'antico duomo cittadino distrutto nel 1782 e attualmente si trova incastonato sulla vecchia facciata della chiesa del Rosario. Costituisce una delle testimonianze più belle nel panorama pugliese della scultura svevo-angioina. La scena è dominata dall'Ultima Cena, da cui prendono significato le altre raffigurazioni intestate al classico ciclo cristologico (Annunciazione, Natività e Crocifissione).
Chiesa del Purgatorio
E' presente una "Natività" di Corrado Giaquinto.
Chiesa di S. Anna delle Clarisse

Tuttora indicata come la chiesa delle monache essendo appartenuta dal 1726 al 1866 alla locale comunità clarissiana.
Palazzo De Gemmis
Del Settecento.
Centro storico
Coincide con la civitas medievale. Un insieme di case e viuzze disposte a raggiera convergenti verso la cattedrale di S. Michele Arcangelo.
Torre dell'Orologio
Simbolo della città. Possente e ultima testimonianza dell'antico castello, dall'alto dei suoi 31 metri, domina tutto lo scenario circostante. La torre, sormontata da un'elegante edicola campanaria, mostra sulla facciata orientale il maestoso orologio che con un diametro di 3.45 metri trova pochi eguali in tutta Europa.
Cattedrale di S. Michele Arcanagelo
Costruita a cavallo del XVIII e XIX secolo secondo canoni neoclassici sulle fondamenta dell'antico duomo romanico (XIII sec). Conserva preziose tele e una buona raccolta di statue lignee.
Chiesa di S. Maria la Nova

Di notevole interesse artistico. La storia di questa chiesa, costruita ai primi del '500, si intreccia da un lato con quella dei Frati Minori Osservanti, dall'altro con il locale patriziato che la elevò a proprio panteon, erigendovi lussuose cappelle gentilizie quasi a consacrare un dichiarato bisogno di eternità. Ha pianta basilicale a tre navate. Restaurata nel 1619 conserva iscrizioni lapidarie, stemmi e pregevole pulpito ligneo del 1714 e due altari settecenteschi dedicati all'Immacolata e al SS. Rosario.
Chiesa di S. Maria di Cesano
A 1 km da Terlizzi. Eretta nel 1055 al posto di un'antichissima e fatiscente cappella. Nel corso di alcuni lavori di restauro è stato rinvenuto nello spazio absidale un pregevole affresco di sicura matrice bizantina raffigurante al centro il Cristo nel tradizionale atteggiamento del Pantocrator. Ai lati la Madre e S. Giovanni Battista.
Santuario di Sovereto
Affiora dal buio dei secoli la genesi del leggendario rinvenimento, poco dopo l'Anno Mille, in una grotticella del Sovero a 3 km da Terlizzi, della sacra icona raffigurante la Vergine con il Bambino, più conosciuta sotto la denominazione di Madonna di Sovereto, divenuta poi patrona della città. Della chiesa primitiva è rimasta intatta l'abside d'epoca medievale con monofora a spina di pesce, mentre nell'atrio compreso fra il santuario e gli edifici adiacenti si possono ammirare testimonianze epigrafiche ed eleganti bifore.
Sono, inoltre, presenti preziosi stucchi rococò che rivestono le pareti e incorniciano archi e finestre.
Carro Trionfale
Maestosa macchina da festa alta 22 metri a forma di campanile su cui viene condotta l'immagine della Madonna di Sovereto in occasione della festa patronale di agosto. La struttura portante di legno è rivestita da intelaiature e cartapesta che esprimono motivi rinascimentali e barocchi. Viene sospinta a braccia da una sessantina di devoti, sotto la guida di cinque timonieri: il suo incedere sotto l'imbrunire del sole d'agosto è uno spettacolo unico, che affascina.
Processionne della Madonna di Sovereto
Il 23 aprile. Si commemora il ritrovamento presso il Casale di Sovereto della sacra icona, in questa occasione l'immagine dal paese tornerà al Santuario e vi resterà fino ad agosto.
La seconda domenica di agosto si svolge la cosiddetta "festa maggiore", che rievoca l'esito positivo del giudizio divino nell'attribuzione dell'icona a questa popolazione e culmina con la processione del carro trionfale (originariamente trainato da buoi) che riporterà l'immagine dal santuario al paese, fino in Cattedrale.
Riti di religiosi di maggio
Tra le mura medievali di Cesano.
Ricorrenza della veneratissima Vergine del Rosario
Prima domenica d'ottobre.
Secolari riti della Settimana Santa
L'arte figula
L'arte della ceramica a Terlizzi ha origini molto antiche. Una tradizione che, di generazione in generazione, si perpetua dai primi dell'Ottocento e che ancora oggi, con una decina di aziende, riesce a meravigliare per il gusto caratteristico delle forme e dei colori. I vasai più anziani ricordano con orgoglio le vecchie affumicate fornaci, rinomate in tutta la provincia, dove l'argilla veniva forgiata con precisione e fantasia trovando adeguata collocazione in vari settori di mercato, soprattutto in quellli del vasellame da cucina e dell'arredo decorativo.

Economia e Società

Situata nella Murgia bassa su un rilievo del primo gradino murgiano della provincia di Bari, è fra i primi centri floricoli d'Italia. L'economia della città è caratterizzata, appunto, dallo sviluppo, iniziato negli anni Cinquanta, della floricoltura, che si è affiancata alle tradizionali coltivazioni di olivo, vite, mandorli e cereali, favorendo una rapida espansione del settore commerciale. Ci sono industrie tessili, dei materiali da costruzione e di trasformazione dei prodotti agricoli (oleifici, aziende enologiche e molitorie). Attivo l'artigianato, con produzione di ceramiche e terrecotte. Dall'agricoltura trae reddito il 19% della popolazione. Si stima che il fatturato complessivo superi i 400 miliardi, con una produzione per ettaro superiore agli otto milioni di lire (la più alta della Puglia, dopo Palagiano -Ta-). La gran parte del fatturato proviene dalla floricoltura. Le aziende agricole a conduzione diretta sono oltre 4.400, quelle con salariati circa 220. La superficie coltivata è dominata dall'olivicoltura (67%); seguono la coltivazione di mandorle e la viticoltura. L'altro ramo economico importante è quello industriale; vi operano una cinquantina d'aziende, con circa 500 addetti. Le costruzioni sono rappresentate da una trentina di imprese, con una settantina di addetti. Il commercio è presente con circa 500 ditte; gli addetti sono più di 800, che rappresentano un quarto degli occupati nei settori non agricoli. Nel ramo dei servizi è rilevante la presenza della pubblica amministrazione, che dà lavoro a un migliaio di persone. Nei servizi privati prevale il settore dei trasporti e quello delle attività immobiliari. Nei circa 260 laboratori artigiani, rinomata la produzione di ceramiche dipinte a mano, lavorano oltre 550 persone. Il tasso di ricambio fra aziende iscritte e cancellate è buono: a ogni azienda che cessa l'attività ne corrispondono quasi 2 nuove. La situazione occupazionale presenta un andamento peggiore della media provinciale. Nella composizione socioprofessionale della popolazione risaltano due caratteristiche: il bassissimo numero delle casalinghe e l'alto numero dei lavoratori dipendenti. Si tratta evidentemente di due fenomeni correlati, per la presenza di un'alta quota di lavoro femminile dipendente nelle attività agricole (floricoltura) e in quelle manifatturiere collegate.