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Chi sono? Beh, è abbastanza difficile
spiegarlo. Certamente potrei essere un
punto di riferimento per tutti coloro che amano pattinare nella zona di
Terlizzi. Conosco bene la storia del pattinaggio e tutte le sue tecniche e sono
qui a raccontarvele.
Il
pattinaggio a rotelle nacque in Francia e in Belgio agli inizi del sec. XIX; in
Italia si diffuse a partire dal sec. XX. Nel 1912 si disputarono i primi
campionati di pattinaggio artistico e nel 1937 quelli del pattinaggio di
velocità. A Milano, nel 1922, venne istituita la Federazione Italiana pattini a
rotelle, che fu trasferita poi nel 1936 a Bologna. L'attività internazionale è
coordinata dalla Federation International de Roller Skating (F.I.R.S.). Il
pattinaggio era molto conosciuto dai praticanti di hokey su pista ma
fortunatamente qualche decennio fa i tradizionali pattini a rotelle sono stati
ormai sostituiti dai più veloci pattini in linea (rollerskates) che
hanno rivoluzionato il modo di pattinare e sono stati accessibili a tutti anche
ai più piccini.

Oltre
al divertimento il pattinaggio assolve anche funzioni terapeutiche. La tecnica
in line è indicata: 1) Per lo sviluppo neuromuscolare. Pattinare
rassoda e sviluppa glutei, fianchi, cosce e schiena senza dimenticare le
braccia che vengono oscillate nella corsa. 2) Per lo sviluppo organico.
Il pattinare richiede l’ intervento ed il potenziamento delle grandi funzioni
cardio-circolatorie, respiratorie, omeostatiche coinvolgendo praticamente tutto
il corpo. La tecnica del pattinaggio ha anche una funzione riabilitativa,
poiché è un ottimo mezzo per la
coordinazione e la riabilitazione motoria. Per le sue qualità complessive il pattinaggio
è adatto anche come preparazione atletica in diverse discipline, sia
individuali che di squadra.

Distinguiamo innanzitutto chi indossa i
pattini saltuariamente ed esclusivamente per divertimento, senza pretese
sportive e come spesso accade senza conoscenze specifiche della tecnica di
base, come il passo spinta e le frenate. Questo tipo di pattinaggio è detto ricreativo
(recreational): per questa pratica il pattino più indicato è di tipo economico,
con stivaletto rigido, carrello in materiale plastico e cuscinetti
"ABEC1”o “ABEC3”. Di solito questo tipo di pattini è fornito di freno a
tampone, ruote con mescola piuttosto dura (nei pattini economici spesso la
durezza delle ruote non è specificata) e diametro da 70 a 76 mm. Con i pattini si possono
praticare attività quali il fitness e l'aerobica. Il fitness, in
particolare, richiede una perfetta conoscenza della tecnica di pattinaggio per
compiere le evoluzioni quali slalom, salti, frenate, transizioni
avanti-indietro, ecc. Il pattino da fitness può avere stivaletto rigido o
morbido; quello rigido permette un miglior sostegno della caviglia specialmente
nei salti. L'allacciatura del pattino può essere con ganci o lacci anche se
ultimamente si trovano in commercio modelli allacciati con un gancio o una
power strap alla caviglia. La differenza essenziale tra i due sistemi di
chiusura è che i ganci sono più "veloci" da indossare mentre i lacci
permettono una migliore distribuzione della pressione su tutto il piede. Il
carrello che è in materiale plastico nei modelli più economici e in lega
leggera in quelli più costosi. I cuscinetti sono ABEC3 o meglio ABEC5 con
distanziali in plastica o metallo. Le ruote hanno un diametro compreso tra 76 e 80mm e una durezza variabile da 78A a 84A. I pattini
da fitness in genere sono sprovvisti di freno a tampone che potrebbe essere di
intralcio in alcune manovre.

Queste tecniche
che vi presento cui sono allegate delle foto non sono tecniche per chi indossa
i pattini saltuariamente solo per divertimento ma sono adatte a chi ha delle
pretese sportive e soprattutto per chi ha una grande passione come me.
L' High
Jump è sicuramente una delle discipline più accessibili. L'unico elemento
indispensabile è l'attrezzatura specifica. Per praticare questa disciplina si
utilizza una rampa o trampolino chiamata "launch ramp", che
può avere una sagomatura diritta o sciancata ed è di altezza variabile, in
genere attorno ai 50-70 cm. Si tratta di prendere la rincorsa sfruttando un
tratto di strada dritto e liscio ed oltrepassare grazie alla rampa,
un'asticella mobile posta ad una certa altezza.
Quando si salta la rampa per la prima volta è bene tenere a mente alcune
regole: le ginocchia vanno piegate, le braccia ed il busto leggermente
inclinati in avanti, per ammortizzare l'impatto con il terreno. In seguito sarà
possibile allenarsi per potenziare la propria elevazione: si tratta di spiccare
un salto verso l'alto quando si giunge, dopo la rincorsa, al termine della
rampa. Per quanto riguarda le rotazioni o SPIN (180° 360° e simili) vanno
impresse prima ancora di salire con la gamba, anticipando il movimento con il
busto, braccia e testa; le gambe seguiranno da sé.
Durante una competizione il salto è valido solo se l'asticella resta al suo
posto, e se il pattinatore atterra appoggiando al suolo solo i due pattini e,
al massimo, un ginocchio. Ogni concorrente ha a sua disposizione tre prove per
ogni altezza dell'asticella: se non supera l'asta nelle tre prove viene
squalificato. In ogni momento ogni concorrente può chiedere di spostare l'asticella
verso l'alto: in questo caso non potrà più richiedere di abbassarla e dovrà
superare la prova.
Solitamente nelle competizioni vengono utilizzati salti "lisci" senza
cioè l'aggiunta di nessun tipo di manovra aerea, anche se ogni atleta sviluppa il
proprio stile personale. Altrimenti le competizioni vengono definite Style
Jump, disciplina praticata senza asticelle da superare, in cui ciò che conta è
solo il tipo, la difficoltà, ma lo stile e l'altezza della manovra eseguita. Di
seguito i nomi di alcune figure: Karate, Fachiro, Zulu, Zaino Semplice e
Zaino Jesus, Lucky, Strange, Duffy, Farfalla, Fragile ...
Non dimenticate le protezioni quali
ginocchiere, gomitiere e parapolsi. Inoltre il CASCO che dovrà essere fatto in modo da proteggere non solo
la testa ma anche la nuca.


PATTINO PER L’ HIGHT JUMP
Lo STREET è la disciplina stunt più
creativa in assoluto; nuove manovre (trick) vengono continuamente create dai
ragazzi che lo praticano ed assumono nomi fantasiosi e gergali, nella maggior
parte dei casi in inglese: sono infatti gli States la patria per eccellenza
dello street.
La vera
caratteristica di questa specialità – lo dice il nome stesso – consiste
nell’utilizzare la strada e ciò che vi si può trovare (scale, marciapiedi,
corrimano, ringhiere…) come teatro per improbabili evoluzioni. E proprio la
strada viene riprodotta all’interno dei contest e negli Skate-park, per
permettere agli Streeters di divertirsi senza danneggiare gli arredi urbani.
Le strutture per lo street, derivate
per la maggioranza dallo Skateboard, sono solitamente costituite da solide
impalcature in legno o tubi di ferro rivestite da pannelli in legno o
alluminio.
Le strutture più comuni sono:
- PIRAMIDE, una sorta di grande
“scatola” costituita da rampe;
- QUARTER, una rampa sciancata molto
alta utilizzata soprattutto per prendere velocità;
- BANK, ossia rampe piatte senza
curvatura;
- PIATTAFORME;
- RAILS & HANDRAILS, ovvero tubi e
ringhiere che possono anche essere curve o avere delle Klinks (piegature a
gomito);
- FUNBOX, una serie di parallelepipedo
muniti di molti coping;
- POOL, vera e propria “piscina”
anch’essa completa di coping.
Come si sarà
intuito, per praticare lo street occorrono buone doti di agilità, elasticità e
coraggio, ma soprattutto è indispensabile possedere un’attrezzatura adeguata.
Non è infatti consigliabile avvicinarsi alle rampe e corrimano con un paio di
pattini generici e di scarsa qualità o, peggio, senza protezioni.
Il pattino da
street ha scafo e telaio robusto, in materiale plastico e quindi flessibile,
ribassati per una maggiore stabilità. Può essere dotato di accessori e
modifiche: Power strap che aumentano la tenuta della caviglia; Piastre che
rinforzano il telaio centralmente o lateralmente; Canyoning, ossia scanalatura
centrale del telaio ideale per “agganciare” tubi e corrimano. L’allacciatura
solitamente è stringata, con una leva a cicchetto sul gambale dello scafo.
Le ruote per lo
street sono piccole e di mescola dura, per avere meno attrito ed essere più
resistenti al consumo. I cuscinetti saranno di media qualità e molto
resistenti.
La scarpetta
interna dovrà essere morbida ed immobilizzare perfettamente il piede, lasciando
libera la caviglia. Il corredo di protezioni essenziale per praticare lo street
è costituito da ginocchiere, guanti, gomitiere e casco. Le protezioni imbottite
sono di dimensioni maggiori rispetto a quelle da fitness, più robuste e
rinforzate. I guanti sostituiscono i parapolsi e sono dotati di rinforzi anche
sulle dita e sul palmo della mano. Il casco dovrà coprire anche la nuca ed
essere allacciato tramite una mentoniera. Utili anche i pantaloncini imbottiti
(crash pad) da indossare sotto l’abbigliamento normale.
Sebbene nello
street l’unica regola è che “non esistono regole”ed ognuno può inventarsi le
sue manovre personali, numerosi tricks sono stati codificati riguardo ai
criteri con cui vanno eseguiti e valutati, per esempio, durante un contest. In
generale nelle competizioni ogni atleta ha a sua disposizione una o due run da
circa un minuto ciascuno, durante le quali può muoversi liberamente nell’area
street e dimostrare ai giudici la propria abilità. Vengono valutati con
punteggio unico o separato, il numero di manovre eseguite, lo stile e la
velocità di esecuzione, la capacità dell’atleta di sfruttare tutte le strutture
dell’area. La classe di evoluzioni che appartiene più propriamente allo street
è quella dei Listrick , ossia manovre eseguite in scivolamento su un tubo,
coping o spigolo, che vengono “agganciati” con uno od entrambi i pattini,
utilizzando di volta in volta lo scafo, il telaio o le ruote. Fondamentalmente,
il piede può agganciare il piede in slide (scivolamento laterale), ossia tra la
seconda e la terza ruota, oppure in grind, quindi sullo spigolo, interno o
esterno, tra telaio e scafo. A questo si aggiunga che i piedi possono essere
girati, incrociati, sovrapposti, gabbati (tenuti con la mano), sollevati; le
gambe possono essere più o meno piegate o persino utilizzate per agganciare il
tubo; il busto può essere girato; la manovra può essere preceduta o seguita da
un salto o da un’evoluzione sull’asse.




PATTINO DA STREET
L’ HALFPIPE è una
delle specialità che più di tutte ha subito l’influenza dello skateboard e
dello snowboard, sia nel tipo di manovre che nella maniera di codificarle.
Letteralmente HALFPIPE significa “mezzo tubo” ed è infatti questa la forma
della struttura utilizzata per le evoluzioni.
Come le
rampe da street, l’halfpipe è costituito da una struttura portante rivestita da
pannelli. Ancora una volta il legno è il materiale migliore – più elastico e
più flessibile – e quindi il più utilizzato, anche se non è raro vedere
strutture in alluminio.
La struttura è idealmente costituita da quattro parti:
- FLAT: la zona piatta al centro;
- TRANSITION, la parte curva,
- VERT, la parte terminale e perpendicolare al FLAT;
- DECK o “balconcino”, dal quale si effettua la partenza.
Sullo spigolo tra Vert e Deck viene inserito un tubo, il coping,
utilizzato per gli agganci e liptrick (ossia tutte le manovre che
vengono eseguite sui tubi).
Esistono halfpipe di varie misure: si va dalla micro o minirampa, alta non più
di due metri e solitamente quasi del tutto priva di vert , agli immensi
halfpipe utilizzati nelle competizioni internazionali, che possono arrivare ai
10-12 metri di lunghezza per 5-6 metri in altezza, con vert altissimi
che permettono di eseguire evoluzioni aeree (aerial) ad anche 10 metri
dal suolo.
Non tutti possono praticare questa disciplina, che pur essendo, contrariamente
alle apparenze, abbastanza al sicuro dagli incidenti più gravi, richiede doti
di forza ed agilità e soprattutto una preparazione atletica costante e molto
impegnativa.
Il pattino specifico da Halfpipe ha scafo simile a quello da
Street, flessibile e molto protettivo con gambale leggermente più alto ed
allacciatura combinata di stringhe e cicchetto. Il telaio invece è totalmente
diverso, solitamente in leghe di alluminio per garantire leggerezza e
propulsione verso l’alto durante gli aerial. Le ruote sono grandi – per
prendere velocità – e di durezza medio alta. I cuscinetti devono combinare
resistenza e precisione, per assicurare la velocità durante la spinta.
Durante i contest un atleta dispone di due run, che possono
arrivare a tre nella finale, di circa un minuto ciascuna. I giudici valutano il
numero delle manovre eseguite, l’altezza di uscita dal coping, la varietà, lo
stile e la precisione.
Tre classi di manovre sono eseguibili all’interno dell’halfpipe.
La prima, i LIPTRICK, comprende evoluzioni di “scivolamento” identiche a quelle
presentate nello street, eseguite sul coping. In aggiunta a queste, esistono
liptrick possibili solo nell’halfpipe, come lo scivolamento laterale sul coping
con i talloni (quarta ruota) mantenendo il corpo parallelo al flat, oppure il
Power Slide, eseguito “slidando” lateralmente sul vert e sulla transitino.
La seconda categoria di manovre comprende gli Aerial, tricks eseguiti uscendo
dal coping verso l’alto, anche per parecchi metri. Come per i liptrick, negli
aerial si possono combinare elementi diversi:
- SPIN, rotazione sull’asse verticale di 180°, 360°, 540° e via di seguito (più
numerosi sono i giri più difficile e di valore è la manovra);
- FLIP, ossia rotazioni sull’asse orizzontale od obliquo (simili ai salti
mortali);
- KICK, calci di uno od entrambi i piedi;
- GRAB, ossia manovre in cui, con una mano, si afferra saldamente uno o
entrambi i pattini o le gambe.
Infine sul deck, si eseguono i PLANT, ovvero manovre di stallo sulle mani (handplant)
o sui piedi (foot plant).
Il primo approccio con l’hafpipe
consiste nel partire dal flat ed iniziare a “dondolarsi” all’interno della
struttura, dandosi la spinta con il peso del corpo ed il movimento delle gambe
verso l’avanti e l’indietro. Dopo aver preso confidenza con la rampa, sarà
possibile provare a “droppare”, ossia lanciarsi direttamente dal deck. E’
fondamentale mantenere sempre il proprio baricentro basso e centrale, flettendo
le ginocchia ed il busto, e aiutarsi con le braccia a mantenere l’equilibrio.



PATTINO PER L’ HALFPIPE
Vera e propria
"discesa libera" sui pattini, il "DOWNHILL"
è una disciplina apparentemente accessibile a tutti (in pratica si tratta solo
di scendere), ma per la quale occorre una buona preparazione fisica e molta
prudenza, se si vogliono evitare incidenti. Infatti durante la discesa, i
pattinatori possono sfiorare la velocità di 100 Km/h alle quali, inutile dirlo,
una caduta può essere molto pericolosa.
I pattini da
Downhill sono estremamente robusti ed ammortizzati e possono avere 4 o 5 ruote.
I cuscinetti sono fondamentali: per la massima velocità saranno di ottima
qualità e ben lubrificati.
Le competizioni
si svolgono su un percorso in discesa, lungo diversi chilometri, sul quale il
tracciato di gara è delimitato da porte: il concorrente dovrà percorrerlo nel
più breve tempo possibile, senza saltare alcuna porta, pena la squalifica.
Solitamente la
gara si articola su due parti: la qualificazione prevede una prova singola a cronometro, obbligatoria per tutti; in
finale i migliori atleti qualificati si affrontano in un testa a testa.
Per ciò che
riguarda l'allenamento, non sempre sarà possibile disporre di tratti così
lunghi; si consiglia quindi una buona preparazione atletica generale, fatta di
allenamento senza pattini e sui pattini lungo percorsi di fondo, per
esempio.


PATTINI PER IL DOWNHILL
Tra le
discipline stunt, lo Slalom è senza
dubbio la disciplina più tranquilla, che tutti possono praticare senza nessuna
controindicazione, con l'eccezione di possedere una discreta agilità.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata solamente a ruote e cuscinetti:
Le prime
saranno di profilo appuntito, diametro ampio e mescola dura; mentre i secondi
dovranno essere esternamente precisi e ben lubrificati, controllati
periodicamente.
Per
l'allenamento è sufficiente dotarsi di piccoli ostacoli, piuttosto pesanti per
poter resistere ad eventuali colpi di vento e fatti in modo da non costituire
pericolo per il pattinatore in caso di caduta.
Nell'ambito
delle competizioni si propongono solitamente due tipi di percorsi: uno più
impegnativo, lungo circa 70 metri e largo 6, con 25 birilli alla distanza di un
metro e mezzo l'uno dall'altro; uno corto, con 25 birilli posti ad una distanza
di 75 centimetri l'uno dall'altro (queste regole sono indicative e potranno
subire lievi variazioni).
Sono possibili 3 tipi di prove:
SPEED SLALOM: in cui il pattinatore
deve percorrere la pista il più rapidamente possibile, senza abbattere i
birilli disposti ad una distanza variabile tra gli 80 e i 100 cm.(record di
LAFARGE (FR) 2.43 sec.!!!)
SLALOM TECNICO: che consiste nel
concatenare 4 figure scelte nell'elenco di quelle obbligatorie, con un
passaggio nel percorso lungo ed uno su quello breve;
STYLE SLALOM: Le figure in questa prova
non hanno un numero fisso e sono comprese tutte le possibili varianti. La
distanza tra i birilli varia tra i 50 e
gli 80 centimetri con un tempo massimo d'esecuzione da 2 a 3 minuti, dove, dopo
i trenta secondi, se si butta giù un birillo l'esecuzione viene interrotta.
Per le prove di velocità viene
utilizzato il cronometraggio elettronico o manuale; per quelle di
"stile" una giuria si occupa di valutare l'accuratezza, la difficoltà
e l'originalità delle manovre eseguite.


PATTINO
PER LO SLALOM