Gli avvelenamenti possono essere provocati per ingestione o per inalazione da:
- Medicinali: barbiturici, aspirine, suifamidici, lassativi, sonniferi, ecc. Sostanze di uso domestico: detersivi comuni, soda caustica, derivati dal petrolio, acetone, solventi, acido borico, disinfettanti, ammoniaca, smacchiatori e trielina, acqua ragia o trementina, preparati antiruggine, naftalina, nicotina.
- Insetticidi, diserbanti derattizzanti: antiparassitari per piante; nicotina contenuta negli insetticidi, spirali antizanzare, solfato di rame contro peronospera.
- Cosmetici: lozioni e tinture per capelli, profumi, depilatori, smalti e solventi, deodoranti, oli e sali per bagno.
- Alcolici: distillati da cereali, superalcolici, vino, alcool denaturato, tossici se ingeriti per errore, per "dolo" o per golosità in quantità eccessiva a stomaco vuoto da bambini e adolescenti.
- Cibi: cibi svariati a causa per esempio del caldo, cibi in scatola scaduti, cibi confezionati in casa e conservati sottovetro: peperoni, melanzane (botulismo), semi o noccioli di frutta che contengono acido cianidrico (pere, mele, ciliegie, prugne, albicocche, pesche, mandorle amare).
- Ossido di carbonio: provocato in eccesso dagli apparecchi di riscaldamento in ambienti poco aerati e poveri di ossigeno. Camini, stufe a gas o a cherosene, bracieri, caldaie autonome, scaldabagni e scaldacqua a gas di città o a metano.
Prevenzione Terapia I centri antiveleni Il nemico ossido di carbonio
PREVENZIONE
- Tenere in ordine, in alto, nei contenitori originali o in confezioni con segnali di pericolo (il classico teschio) i vari prodotti.
- Non consumare cibi in scatola scaduti; controllare le date di scadenza; attenzione al caldo estivo per i cibi.
- Educare bambini e ragazzi a evitare l'alcool.
- Tenere fuori della portata dei bambini i medicinali. Utilizzare le confezioni e i flaconi con tappi "a prova di bambino" (come in Gran Bretagna).
TERAPIA
- Tenere in casa nella farmacia domestica lo sciroppo di Ipecacuana o altri emetici (cioè medicinali che provocano il vomito).
- Tenere sempre latte e olio a disposizione
- Tenere bene in evidenza il numero di telefono e l'indirizzo del Centro antiveleno più vicino o comunque del Pronto soccorso pubblico (evitare cliniche private per non perdere tempo).
- Portare con sè quando si telefona al Centro antiveleni o quando si va al pronto soccorso con un intossicato la confezione del prodotto che ha presumibilmente provocato l'incidente: solo così il medico può individuare la sostanza tossica e la terapia più adatta e la necessità o meno di praticare una lavanda gastrica.
- Evitare terapie casalinghe senza aver sentito un medico. In caso di impossibilità a contattarlo immediatamente ricordare: bere latte in caso di ingestione di acido muriatico solforico e cloridrico, candeggina, preparati a base di acido ossalico per pulire marmi, metalli o macchie di ruggine (in questi casi non provocare vomito, né fare lavanda gastrica), detersivi, disinfettanti, detergenti contenuti in insetticidi e topicidi o in preparati antiruggine.
- Somministrare olio di oliva o di vasellina: in casi di ingestione di petroli e derivati (combustibili, solventi, liquidi per medici); ammoniaca (dopo aver bevuto succo di arancia o di limone); creolina e derivati del fenolo (creasolo, creasoto, lisolo).
- Provocare il vomito: in caso di ingestione di acetone, acido borico, detersivi vari, insetticidi; cosmetici a base di tallio (creme depilatorie o deodoranti), polveri insetticidi e ratticide, antiparassitari, organofosforici.
- Lavare accuratamente l'intossicato ma evitare di sporcarsi in caso di intossicazione da: antiparassitari e insetticidi a base di esteri fosforici (fitofos, fosfox, paration, pestox, tetrafid ecc...); ammoniaca; fosfati (fosforo giallo dei prodotti di derattizzazione, fosforo rosso delle capocchie dei fiammiferi).
I CENTRI ANTIVELENI
Bologna Ospedale Maggiore - Pronto soccorso
Tel. 051/333333 - int. 1123Catania Ospedale Garibaldi - Centro Rianimazione
Tel. 095/325686Cesena Ospedale civile - Centro Antiveleni
Tel. 0547/352612Chieti Ospedale S. Annunziata - Centro Rianimazione
Tel. 0871/65291Genova Ospedale San Martino
Tel. 010/352808La Spezia Ospedale Civile - Centro Antiveleni
Tel. 0187/533296Milano Ospedale Maggiore
Tel. 02/6428556Napoli Istituto Farmacologia - 1ª Facoltà di Medicina
Tel. 081/216683
Ospedali Riuniti
Tel. 061/462601Roma Policlinico Umberto I - Università degli Studi
Tel. 06/490663
Policlinico Gemelli - Università cattolica
Tel. 06/335656Torino Ospedale Molinette
Tel. 01 1/637637Nota: tutti questi centri sono in funzione 24 ore su 24
IL NEMICO OSSIDO DI CARBONIO È un gas che si forma tutte le volte che una fonte di energia brucia in presenza di una quantità di ossigeno non adeguata alla potenza calorica dell'apparecchio (il che può avvenire per le cause più banali).
L'altissima pericolosità dell'ossido di carbonio, purtroppo sottovalutata fino a oggi un po' da tutti, è dovuta al fatto che è un gas:
- che non si sente e non si vede;
- che, essendo più pesante dell'aria, si va a stratificare in basso, intossicando prima le persone sdraiate (ad esempio durante il sonno) o i bambini;
- che si sostituisce facilmente all'ossigeno dell'emoglobina (contenuta nel sangue) e che colpisce prima di tutto i centri cerebrali, provocando uno stato di stordimento che impedisce all'intossicato qualsiasi difesa.
Le intossicazioni da ossido di carbonio possono essere provocate, in ordine di frequenza:
- dalle caldaie autonome, dagli scaldabagni e dagli scalda-acqua a metano (o ancora a gas di città) e perfino dalle caldaie autonome a gasolio;
- dalle stufette a gas in bombole o a cherosene;
- dai caminetti e dai bracieri.
La migliore prevenzione di questo incidente (che il più delle volte è mortale) consiste nel:
- non usare mai i bracieri;
- se proprio non si può fare a meno del caminetto, curare al massimo la manutenzione e l'aerazione;
- se non c'è possibilità di avere il riscaldamento centralizzato e neanche di mettere su di un balcone la caldaia a gas autonoma (o lo scaldabagno) impiantare almeno una delle più moderne caldaie a tenuta stagna.
- non usare stufe a gas o cherosene (oltre all'intossicazione si possono verificare esplosioni, scoppi, incendi) ma se mai stufe a elettricità, con marchio Imq (meglio quelle "a sabbia");
- non andare mai a letto lasciando accesi gli apparecchi di riscaldamento.
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