Terlizzi al 2° posto in Puglia per il morbillo nella primavera  2002.
 
 
 
 
 

 Allarme per il morbillo in Puglia record di casi

Repubblica Bari : 15/10/2003

 Seconda con 15mila malati dopo la Calabria, nel 2002 morì una bambina
Allarme per il morbillo in Puglia record di casi

Il professore Lucio Armenio: "La copertura con il vaccino è bassa e quindi ci aspettiamo purtroppo una nuova epidemia"
TITTI TUMMINO

È il morbillo, fra le malattie infettive, il nemico numero uno dei bambini: nella primavera dello scorso anno sono stati quindicimila i casi registrati in Puglia, di cui uno mortale che ha riguardato una bambina barese di sette anni; nel triste primato nazionale la nostra regione è superata solo dalla Calabria con 20 mila casi. Sono i dati diffusi ieri a Roma dall´Istituto Superiore di Sanità e raccolti dai "pediatri sentinella" della rete Spes coordinata dall´Iss che, mese per mese, fa il punto sulle malattie infettive prevenibili con la vaccinazione. Lo scorso anno il morbillo ha rappresentato una vera e propria epidemia per i bambini contagiandoli 37 volte di più rispetto al 2001, senza preferenze tra i sessi e con un picco di diffusione tra i 10 e i 14 anni. Nel Sud l´incidenza è stata 36 volte maggiore rispetto al nord e cinque volte maggiore rispetto al centro.
Se i dati diffusi dall´Iss si riferiscono al passato, il vero è problema è che il futuro è nient´affatto rassicurante. Spiega il professor Lucio Armenio, direttore della prima Clinica pediatrica del Policlinico: «Purtroppo ci aspettiamo una nuova epidemia di morbillo. Secondo le statistiche stilate in base alle denunce, il morbillo decorre come casi singoli tutti gli anni; ogni tre-quattro anni, quando cioè una fascia di popolazione raggiunge quella che si definisce l´età della ricettività, si registrano delle epidemie: si dice infatti che il morbillo ha un decorso endemo-epidemico». Ma come spiegare questa "predilezione" della malattia per il sud? «Il problema della maggiore diffusione nell´Italia meridionale - dice Armenio - è in relazione al fatto che la copertura vaccinale è parecchio più bassa nel Sud rispetto al resto del Paese. Una situazione che deriva da due fattori: da un lato l´ignoranza, spesso cioè non si è a conoscenza della possibilità esistente, dall´altro il fatto che i pediatri di base non propugnano granché la vaccinazione. Fra l´altro, il vaccino protegge anche da rosolia e parotite: in un´unica somministrazione quindi si possono ottenere immunizzazioni per tre malattie infettive». In previsione di nuove epidemie quale suggerimento si può dare ai genitori? «Il consiglio è quello di fare una prima vaccinazione intorno ai 15 mesi, una seconda verso i 5 anni e un terzo richiamo fra i 10 e i 12 anni: questo dovrebbe essere il programma per tutti i bambini».
Da un punto di vista epidemiologico, secondo i dati del Simi (sistema informatizzato malattie infettive) relativi al 2002, in Puglia si sono registrati 768 casi, un numero nettamente superiore a quello degli anni precedenti. L´epidemia pugliese ha registrato il suo acme nel mese di giugno: la concomitanza con la chiusura delle scuole - rileva il Simi - ha probabilmente limitato la diffusione ulteriore della malattia. La distribuzione dei casi non è stata omogenea: l´82,4 per cento si è verificato infatti in soli tredici comuni; in particolare oltre a Bari, sono stati colpiti Terlizzi ed alcuni centri della Daunia (Vieste, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo) con tassi di incidenza nettamente superiori alla media regionale. Un fenomeno, secondo il Simi, legato alla presenza in tali zone di sacche consistenti di bambini suscettibili.

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