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Seconda con 15mila malati dopo la Calabria,
nel 2002 morì una bambina Allarme per il morbillo in Puglia
record di casi
Il professore Lucio Armenio: "La
copertura con il vaccino è bassa e quindi ci aspettiamo
purtroppo una nuova epidemia" TITTI TUMMINO
È il morbillo, fra le
malattie infettive, il nemico numero uno dei bambini:
nella primavera dello scorso anno sono stati
quindicimila i casi registrati in Puglia, di cui uno
mortale che ha riguardato una bambina barese di sette
anni; nel triste primato nazionale la nostra regione è
superata solo dalla Calabria con 20 mila casi. Sono i
dati diffusi ieri a Roma dall´Istituto Superiore di
Sanità e raccolti dai "pediatri sentinella" della rete
Spes coordinata dall´Iss che, mese per mese, fa il punto
sulle malattie infettive prevenibili con la
vaccinazione. Lo scorso anno il morbillo ha
rappresentato una vera e propria epidemia per i bambini
contagiandoli 37 volte di più rispetto al 2001, senza
preferenze tra i sessi e con un picco di diffusione tra
i 10 e i 14 anni. Nel Sud l´incidenza è stata 36 volte
maggiore rispetto al nord e cinque volte maggiore
rispetto al centro. Se i dati diffusi dall´Iss si
riferiscono al passato, il vero è problema è che il
futuro è nient´affatto rassicurante. Spiega il professor
Lucio Armenio, direttore della prima Clinica pediatrica
del Policlinico: «Purtroppo ci aspettiamo una nuova
epidemia di morbillo. Secondo le statistiche stilate in
base alle denunce, il morbillo decorre come casi singoli
tutti gli anni; ogni tre-quattro anni, quando cioè una
fascia di popolazione raggiunge quella che si definisce
l´età della ricettività, si registrano delle epidemie:
si dice infatti che il morbillo ha un decorso
endemo-epidemico». Ma come spiegare questa
"predilezione" della malattia per il sud? «Il problema
della maggiore diffusione nell´Italia meridionale - dice
Armenio - è in relazione al fatto che la copertura
vaccinale è parecchio più bassa nel Sud rispetto al
resto del Paese. Una situazione che deriva da due
fattori: da un lato l´ignoranza, spesso cioè non si è a
conoscenza della possibilità esistente, dall´altro il
fatto che i pediatri di base non propugnano granché la
vaccinazione. Fra l´altro, il vaccino protegge anche da
rosolia e parotite: in un´unica somministrazione quindi
si possono ottenere immunizzazioni per tre malattie
infettive». In previsione di nuove epidemie quale
suggerimento si può dare ai genitori? «Il consiglio è
quello di fare una prima vaccinazione intorno ai 15
mesi, una seconda verso i 5 anni e un terzo richiamo fra
i 10 e i 12 anni: questo dovrebbe essere il programma
per tutti i bambini». Da un punto di vista
epidemiologico, secondo i dati del Simi (sistema
informatizzato malattie infettive) relativi al 2002, in
Puglia si sono registrati 768 casi, un numero nettamente
superiore a quello degli anni precedenti. L´epidemia
pugliese ha registrato il suo acme nel mese di giugno:
la concomitanza con la chiusura delle scuole - rileva il
Simi - ha probabilmente limitato la diffusione ulteriore
della malattia. La distribuzione dei casi non è stata
omogenea: l´82,4 per cento si è verificato infatti in
soli tredici comuni; in particolare oltre a Bari, sono
stati colpiti Terlizzi ed alcuni centri della Daunia
(Vieste, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo) con
tassi di incidenza nettamente superiori alla media
regionale. Un fenomeno, secondo il Simi, legato alla
presenza in tali zone di sacche consistenti di bambini
suscettibili. |